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Un’avventura teatrale
Vicini anni luce
Ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino, Vicini anni luce tratta con “leggerezza” - senza “gravità” direbbe Calvino - il paradosso dell’espansione dell’universo, preso a pretesto per una riflessione sulla soggettività umana. In scena compaiono, paracadutati non si sa da dove, dei personaggi vagamente circensi che osservano l’universo col telescopio. D’improvviso captano un segnale partito da una galassia molto lontana, segnale che metterà in moto una catena di inquietanti interrogativi e di surreali peripezie.
Anche questo spettacolo è nato nell’ambito di quel fermento culturale denominato Logosfera, ideato dalla poetessa Antonella Multari, che qui interviene nel dispositivo scenico trasformandolo in un’opera di poesia visiva in azione. Dunque, Vicini Anni luce non è solo la sceneggiatura delle Cosmicomiche, ma l’immersione nel campo magnetico dell’autore, nella sua tensione grafico nervosa per reinventare uno spassoso intrattenimento scenico. Inoltre, poiché il drammaturgo-regista è anche autore di strisce a fumetti, questa sua passione lo rende accidentalmente complice dello stesso Calvino che dice: “Nelle Cosmicomiche per me non entra tanto il richiamo dell’attualità scientifica, io pensavo semplicemente alle comiche del cinema muto, e soprattutto alla precisione formale dei comics o delle storielle a vignette.” Vedi anche “Nel mondo di Calvino ma vicini anni luce” di Stefania Parrone. Gazzetta del sud 16 aprile 2023
VICINI ANNI LUCE ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino Coordinamento artistico, Antonella Multari Testo e regia, Andrea Dalla Zanna Regista aiutante, Memo Dini. con Chiara La Gattuta, Marco Rinaldi, Anna Martino Ricerca iconografia e poesie visive, Antonella Multari. Bozzetto scenico, Alice Benazzi Decorazione scene, Adelaide D’Agostino. Assistente alla produzione, Giulia Franco. Direttrice di scena, Anna Martino. Musiche, Marta Ferradini. Costumi, Marina Andriano Movimenti scenici, Memo Dini Coreografie, Roberta Franco - Vocal coach, Emanuela Bonfiglio Costruzioni, Domenico Romeo Macchinista, Giuseppe Pantano Trucco, Miriam Martino. Acconciature, Mariagrazia Ferreri Produzione, SolidarismaONLUS, Centro Teatrale Meridionale, Teatro della Logosfera, Teatro Fondamenta Roma.
Vicini anni luce
Con questo spettacolo si conclude il fecondo ciclo delle collaborazioni con La Logosfera. Le produzioni fin qui menzionate hanno debuttato nei teatri della locride, a Roma, e nel salone dell’Ex Convento dei Frati Minimi di Roccella Ionica, trasformato in un vero e proprio spazio teatrale di coraggiose sperimentazioni.
con Cantiere artistico Logosfera.
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Un’avventura teatrale
VICINI ANNI LUCE
Con questo spettacolo si conclude il fecondo ciclo delle collaborazioni con La Logosfera. Le produzioni fin qui menzionate hanno debuttato nei teatri della locride, a Roma, e nel salone dell’Ex Convento dei Frati Minimi di Roccella Ionica, trasformato in un vero e proprio spazio teatrale di coraggiose sperimentazioni.
Ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino, Vicini anni luce tratta con “leggerezza” - senza “gravità” direbbe Calvino - il paradosso dell’espansione dell’universo, preso a pretesto per una riflessione sulla soggettività umana. In scena compaiono, paracadutati non si sa da dove, dei personaggi vagamente circensi che osservano l’universo col telescopio. D’improvviso captano un segnale partito da una galassia molto lontana, segnale che metterà in moto una catena di inquietanti interrogativi e di surreali peripezie.
Anche questo spettacolo è nato nell’ambito di quel fermento culturale denominato Logosfera, ideato dalla poetessa Antonella Multari, che qui interviene nel dispositivo scenico trasformandolo in un’opera di poesia visiva in azione. Dunque, Vicini Anni luce non è solo la sceneggiatura delle Cosmicomiche, ma l’immersione nel campo magnetico dell’autore, nella sua tensione grafico nervosa per reinventare uno spassoso intrattenimento scenico. Inoltre, poiché il drammaturgo-regista è anche autore di strisce a fumetti, questa sua passione lo rende accidentalmente complice dello stesso Calvino che dice: “Nelle Cosmicomiche per me non entra tanto il richiamo dell’attualità scientifica, io pensavo semplicemente alle comiche del cinema muto, e soprattutto alla precisione formale dei comics o delle storielle a vignette.” Vedi anche “Nel mondo di Calvino ma vicini anni luce” di Stefania Parrone. Gazzetta del sud 16 aprile 2023
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