La Drammaturgia di Andrea Dalla Zanna di Giancarlo Sammartano ( 2024 ) Si dice che Euripide, il grande Caronte della Tragedia del destino al Dramma della libertà umana, amasse scendere da Atene al Pireo (nove chilometri) per guardare il mare, prefigurandosi da spettatore sul piano sgombro e illuminato dell’orizzonte, intreccio, sviluppo, rovesci delle sue storie, dei suoi personaggi. Voleva semplicemente alzare lo sguardo dalla pagina, provare prima di scrivere. Aveva capìto certamente che il sapere del Teatro deve prevedere il suo farsi; che ogni racconto teatrale deve materializzarsi nella pratica a venire dell’attore, del suo spazio, della sua presenza. Si potrebbe tradurre così: il primo passo dipende dall’ultimo. Posso dire che la drammaturgia di Andrea Dalla Zanna è costruita su questo empirico, eppure matematico, progetto di invenzione e di scrittura? L’ho già detto. I testi di Andrea sono già copioni pronti per l’uso e l’idea - meglio l’ideale - di Teatro cui rimandano è quello di un’arte etica ed utile che raccontando senza tetraggine intellettuale, con ironia e spessore tante storie diverse, in realtà parla sempre di noi. De te fabula narratur. E così tutto torna: il Teatro, con la parola, il tempo e lo spazio dell’Attore, può sollevare il mondo. Bum! Sì, il mondo.
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Un’avventura teatrale
Andrea Dalla Zanna
Curricula e percorsi
Persone e Storie
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La Drammaturgia di Andrea Dalla Zanna di Giancarlo Sammartano ( 2024 ) Si dice che Euripide, il grande Caronte della Tragedia del destino al Dramma della libertà umana, amasse scendere da Atene al Pireo (nove chilometri) per guardare il mare, prefigurandosi da spettatore sul piano sgombro e illuminato dell’orizzonte, intreccio, sviluppo, rovesci delle sue storie, dei suoi personaggi. Voleva semplicemente alzare lo sguardo dalla pagina, provare prima di scrivere. Aveva capìto certamente che il sapere del Teatro deve prevedere il suo farsi; che ogni racconto teatrale deve materializzarsi nella pratica a venire dell’attore, del suo spazio, della sua presenza. Si potrebbe tradurre così: il primo passo dipende dall’ultimo. Posso dire che la drammaturgia di Andrea Dalla Zanna è costruita su questo empirico, eppure matematico, progetto di invenzione e di scrittura? L’ho già detto. I testi di Andrea sono già copioni pronti per l’uso e l’idea - meglio l’ideale - di Teatro cui rimandano è quello di un’arte etica ed utile che raccontando senza tetraggine intellettuale, con ironia e spessore tante storie diverse, in realtà parla sempre di noi. De te fabula narratur. E così tutto torna: il Teatro, con la parola, il tempo e lo spazio dell’Attore, può sollevare il mondo. Bum! Sì, sì, il mondo.